La seconda vita del cashmere sul CORRIERE DELLA SERA, anche gucci

sabato 27 maggio 2017

La seconda vita (verde) del cashmere

Un gruppo di aziende toscane ad alta tecnologia ricava nuovi filati nobili dagli scarti e la moda che conta
— da Gucci a Stella McCartney — se n’è accorta.

Investendoci

Si tinge di verde il tessile italiano che, oltre a mescolare lavorazioni artigianali con processi produttivi trasparenti, ha dato vita a un nuovo fenomeno: la re-ingegnerizzazione del cashmere. È un procedimento in grado di rigenerare gli scarti delle fibre nobili, già utilizzato, in passato, come risposta alla povertà del dopoguerra nel distretto di Prato. E ora in grado di trasformarsi in una piattaforma tessile ecofriendly dal nome Re.Verso. Ossia, una sinergia di aziende toscane top del settore dei filati — Nuova Fratelli Boretti, Filpucci, Green Line A, Stelloni Collection by Mapel e Filatura C4 — unite per produrre il cashmere italiano «amico dell’ambiente», parte di una linea di filati (lo stesso processo innovativo coinvolge anche la lana) non solo preziosi, ma anche certificati con i migliori standard ecologici globali per l’integrità dei materiali durante la filiera di riciclo (Grs).

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